Come sempre ormai , con qualche consulto meteo e presi dal solito furore ciaspolo-trailistico, siamo riusciti a godere di una splendida gita ciaspolando e camminando senza infamia e senza lode. Appuntamento alle 9 di venerdì mattina 4 febbraio per giracchiare al Conad approviggionandoci per chissà quale storica impresa. Basilare uno steccone di cioccolata al latte con le nocciole "NOVI". Quindi partenza per il Beigua. Giunti in cima di fronte all'albergo prima sosta tecnica per vecchietti incontinenti e poi , su spunto geniale del Bat, siamo risaliti in macchina con direzione rifugio di Pra Riondo. Eccoci arrivati . Il rifugio è aperto e quindi un caffettino defaticante per poi bardarci e iniziare. Fortunatamente, nonostane il caldo dei giorni precedenti e della giornata in corso la neve si era mantenuta. Uno spettacolo con il mare in lontananza mentre passeggiavamo per il primo tratto in pianura. A onor del vero anche successivamente non ci siamo tolti la pelle. Comunque siamo andati a raffica di scatti fotografici perchè, vi posso assicurare , che tra il silenzio, il manto nevoso e quell'azzurro tendente al grigio che confondeva i certi momenti il cielo con il mare sarebbe stato reato gravissimo non immortalare tutto ciò che era possibile. (con diverse parentesi egocentriche fotografandoci a vicenda in ogni posa) Eccoci giunti ad un primo bivio dove spiccava il cartello per il monte Rama. Dilemma: proseguire per il bosco e poi per la piana che porta al rifugio Argentea o scalare con voce fantozziana il Moontee Raaaaamaaaaa? Scelta terribile ma obbligata : il monte Rama. (considerato poi che lo affrontavamo dal versante più facile con un percorso di circa una ventina di minuti) Nascoste le ciaspole tra le rocce per timore di essere derubati da qualche animale abbiamo attaccato la parete nord del Monte. Ora parte gli scherzi non appena giunti in cima lo spettacolo è stato veramente superbo in tutte le direzioni. Una calma solitaria si respirava in mezzo alle due croci di ferro, di cui vergognosamente non conosco la storia. Poche rocce in parte ricche di simboli e purtroppo anche di un paio di piccole lapidi a ricordo di momenti da ricordare con rispetto. In quella pace cosa pensate poteva mancare ? Un gustoso caffè. Ebbene il Grande e Mitico Bat David aveva con se un piccolo thermos pieno di un delizioso e seducente caffè. Saremo stati circa una decina di minuti ma vi posso assicurare che è stato veramente difficile andarsene da quel luogo semplice ma pieno di tanta vita. Un ritorno gioioso con altri scatti sino ad arrivare alla macchina dove il Bat , veramente insuperabile, aveva già progettato di fermarci a pranzo al rifugio. Uno spettacoloso modo di terminare la ciaspolata ma soprattutto di poter festeggiare il suo compleanno. (anche se era il giorno dopo). E via di pappardelle al sugo di funghi con un dolcetto giovane ma esuberante , per terminare con una torta fatta con le mele e l'uvetta condita con cioccolato fuso. Non vi parlerò dei chilometri o del dislivello. Vi posso solo dire ANDATECI.

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