


Sabato, dopo una settimana di costruzione del percorso su cartine e quant'altro c'era a disposizione sul web e in casa, ho dato inizio con il Bat David al trail, completamente nuovo in tutte le sue parti, che abbiamo battezzato il giro del Pian del Curlo. In realtà in alcuni momenti ci si sentiva un pò fuori come nel film "qualcuno volò sul nido del cuculo" e la differenza tra Curlo e Cuculo è minima.
Comunque subito alle prese con 4 km di strada in salita pietrosa e fedelmente seguita e quasi tracciata da un tubo dell'acqua che vista la direzione ci ha fatto temere che arrivasse in alcune delle fonti da cui ci approviggioniamo nella zona di S. Martino. Dimenticavo che ,come dei signori, ci eravamo fatti " camallare" sino ai prati del Polzemola con la Jeeppettina. Da lì , come detto sopra, i 4 km con un immediato arrivo alle pale eoliche sempre stupende da ammirare per la loro grandezza. Nonostante la salita quel tratto è volato, anche perchè ci si sentiva veramente in un'altra dimensione, in una natura selvaggia , dove ci ha fatto capolino anche un serpentello che sembravo ancora letargato.Giunti ad un bivio, dove era prevista la svolta si decide di proseguire ancora per un tratto fino ad una radura dove due cartelli ci hanno fatto respirare la vera aria di montagna. Infatti su uno c'era l'indicazione del tempo di 30 minuti per raggiungere l'Alta Via e sull'altra l'indicazione di 1h e 45' per la Croce del Beigua. Guardando l'altimetro ci siamo resi conto di essere a quota 975 mt ed essendo partiti da quota 500 mt ci sentivamo dei grandi esploratori delle alte vette. A questo punto si decide di scendere e un altro spettacolo ci appare. Quattro bambini che giocavano nel fiume in mezzo al bosco divertiti e divertendosi a schizzarsi l'acqua e poco distante un gruppo di case alla Hansel e Gretel e una casermetta forestale desolatamente abbandonata. Ecco purtroppo ci si presenta l'asfalto e sebbene ne fossi a conoscenza ho cercato di nasconderlo al Bat David. In ogni caso quei 3/4 chilometri in discesa sono veramente volati e così ci siamo immersi di nuovo nella natura con l'attraversamento di un ponticello di cemento , ferro e un tubo grande che poco si abbinava con le rocce maestose sottostanti solcate dall'acqua del torrente. Poi ecco un sentiero quasi di sapore preistorico, rifatto con lastroni di pietra in certi punti e reminiscenza di alcune vecchie scorribande fatte con la MTB alcuni anni fa. Terminato il sentiero ci siamo goduti lentamente la salita che ci ha portato nuovamente sui prati e dalla macchina. Un classico high-five con il Bat e via a casa per nuove avventure famigliari. Percorso ad anello con dilivello positivo di 975 mt per un totale di km. 15,4 fatti serenamente in 4 ore.
Comunque subito alle prese con 4 km di strada in salita pietrosa e fedelmente seguita e quasi tracciata da un tubo dell'acqua che vista la direzione ci ha fatto temere che arrivasse in alcune delle fonti da cui ci approviggioniamo nella zona di S. Martino. Dimenticavo che ,come dei signori, ci eravamo fatti " camallare" sino ai prati del Polzemola con la Jeeppettina. Da lì , come detto sopra, i 4 km con un immediato arrivo alle pale eoliche sempre stupende da ammirare per la loro grandezza. Nonostante la salita quel tratto è volato, anche perchè ci si sentiva veramente in un'altra dimensione, in una natura selvaggia , dove ci ha fatto capolino anche un serpentello che sembravo ancora letargato.Giunti ad un bivio, dove era prevista la svolta si decide di proseguire ancora per un tratto fino ad una radura dove due cartelli ci hanno fatto respirare la vera aria di montagna. Infatti su uno c'era l'indicazione del tempo di 30 minuti per raggiungere l'Alta Via e sull'altra l'indicazione di 1h e 45' per la Croce del Beigua. Guardando l'altimetro ci siamo resi conto di essere a quota 975 mt ed essendo partiti da quota 500 mt ci sentivamo dei grandi esploratori delle alte vette. A questo punto si decide di scendere e un altro spettacolo ci appare. Quattro bambini che giocavano nel fiume in mezzo al bosco divertiti e divertendosi a schizzarsi l'acqua e poco distante un gruppo di case alla Hansel e Gretel e una casermetta forestale desolatamente abbandonata. Ecco purtroppo ci si presenta l'asfalto e sebbene ne fossi a conoscenza ho cercato di nasconderlo al Bat David. In ogni caso quei 3/4 chilometri in discesa sono veramente volati e così ci siamo immersi di nuovo nella natura con l'attraversamento di un ponticello di cemento , ferro e un tubo grande che poco si abbinava con le rocce maestose sottostanti solcate dall'acqua del torrente. Poi ecco un sentiero quasi di sapore preistorico, rifatto con lastroni di pietra in certi punti e reminiscenza di alcune vecchie scorribande fatte con la MTB alcuni anni fa. Terminato il sentiero ci siamo goduti lentamente la salita che ci ha portato nuovamente sui prati e dalla macchina. Un classico high-five con il Bat e via a casa per nuove avventure famigliari. Percorso ad anello con dilivello positivo di 975 mt per un totale di km. 15,4 fatti serenamente in 4 ore.
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